ATELIER GLUCK ARTE
Presenta
VLADIMIR SWAROVSKI
“Che cos‘è il Bacio alla Francese”
quasi una chiacchierata sul bacio più famoso al mondo, ma il più sconosciuto dalla lingua italiana: storia
di un equivoco sorto negli anni venti a Parigi, e risolto poco meno di un secolo fa a Firenze da Vladimir
Swarovski.
8 Novembre 2010 Atelier Gluck Arte - Via Cristoforo Gluck, 45 Milano.
Inf. 360 35.33.89
Il bacio è il rapporto più tenero, il primo, e il più intimo che ci possa essere fra due persone
innamorate, ma è anche il più sconosciuto. Quanti sanno che il bacio alla francese è un pizzicotto “sulla
gota, stringendola fra l’indice e il medio”? (Zingarelli ed. 1999). Quello che nella lingua parlata
contemporanea conosciamo per bacio alla francese, una volta era chiamato bacio cataglosso; furono gli
inglesi e gli americani negli anni ’20, a chiamarlo la prima volta “Bacio alla francese”, per un equivoco
che si è protratto per quasi un secolo. Ancora oggi i “vocabolaristi“, un po’ per pigrizia, alcuni per
indolenza o qualche volta per ignoranza, piuttosto che osservare come usano le parole i parlanti, spesso
preferiscono tanto per cadere in piedi copiare pari pari un rispettabile vocabolario, quello degli amici
dell’Accademia della Crusca. Vocabolario rispettabilissimo, ma ormai più che desueto; anzi un vero
pezzo d’antiquariato se si considera che non è più aggiornato proprio dagli anni ’20. Tanto per
curiosità, si stava lavorando ad una nuova edizione che si fermò alla parola ozono nel 1923.
Questo caso fu evidenziato da Swarovski qualche anno fa, e l’edizione 2008 dello Zingarelli
ha finalmente aggiornato il termine bacio, nell’accezione “alla francese”, con la definizione che nella
lingua parlata si usa da poco meno di un secolo. Meglio tardi che mai; se si considera poi che il bacio
alla francese è un vero e proprio rapporto intimo, eseguito con le labbra e la lingua che sono in questo
caso sono l’imitazione degli organi sessuali, la giusta definizione può frenare l’impulsività di ignari
aspiranti violentatori.
La conferenza è sulla storia di un equivoco, non solo linguistico, ma anche sul costume. In
questo equivoco c’inzuppano un po’ tutti, a volte per ignoranza, ma anche per portare acqua al proprio
mulino.
Questa è solo una piccola curiosità di cui Vladimir Swarovski, già autore di A Fior di Labbra,
Roberto Meiattini Editore, parlerà lunedì 8 Novembre alle ore 18,30 ospite di “Baciami, stupido!”.
Vladimir Swarovski è l’eteronimo che l’artista Oronzo Ricci usa da scrittore; in questa occasione si
mostra nella duplice veste, con l’esposizione di due opere ispirate al bacio. L’opera “Tensione”, olio su
tela cm. 60X77 è un’opera storica che apre il capitolo “Tensioni” il 23 Ottobre 2004; l’opera “Via col
Vento”, olio su tela cm. 92X102,5 è stata eseguita nel 2010, e rientra a pieno titolo nel “neo-
Distruttivismo”.
domenica 31 ottobre 2010
martedì 10 agosto 2010
In mostra selezione di opere storiche Distruttiviste
La Galleria Vera Docci di Forte dei Marmi ospita una selezione di opere storiche del Distruttivismo di Oronzo Ricci. Il Distruttivismo è stato fondato a Forte dei Marmi il 23 Ottobre 1999, da Oronzo Ricci, artista e teorico del movimento, Leandro Cesarali e Vittoria Romei. La vita di gruppo durò complessivamente tre minuti, ma con Oronzo al timone fece più volte il giro del mondo. Nel 2007 in occasione della personale antologica di Oronzo Ricci a Palazzo Mediceo di Seravezza fu pubblicata l'ultima tesi di laurea sull'arte di Oronzo Ricci, con un'importante capitolo sul Distruttivismo. Lo scorso anno a Villa Bertelli al Forte, furono esposte le opere dei tre artisti fondatori, per il decennale del movimento. In questa occasione è stato dato il via al Neodistruttivismo, per ristabilire le regole all'espressione che negli anni, e senza il diretto controllo del fondatore ha subito inquinamenti e deturpazioni ad opera di persone spesse volte "semplici", che da grandi avrebbero voluto fare gli artisti.
Giulia Perfetti è la più giovane gallerista del Forte, e forse d'Italia, con i suoi quattordici anni maturati sotto l'insegnamento della madre Vera.
Giulia Perfetti è la più giovane gallerista del Forte, e forse d'Italia, con i suoi quattordici anni maturati sotto l'insegnamento della madre Vera.
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sabato 26 giugno 2010
neo-Distruttivismo
Il 23 Ottobre 2009, a Villa Bertelli, Forte dei Marmi, per il decennale del Distruttivimo è stato fondato il neo-Distruttivismo. Il Distruttivismo è durato fino al 2004, per un lustro, ed è stato oggetto di studi e attenzione anche da parte di persone "semplici". A queste ultime devo molto, in quanto mi hanno stimolato a rinnovere un movimento fecondo, che ancora molto deve all'arte. Lo scorso Maggio, dopo un'anteprima nel Giardino di Palazzo Corsini a Firenze, la prima importante partecipazione nella mostra Entropia a Villa Demidoff a Pratolino-Firenze
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